top of page

Non può piovere in eterno - Intervista a Silly Sam

Aggiornamento: 28 lug 2024

Abbiamo avuto l'opportunità di fare qualche domanda a Silly Sam in occasione del suo ultimo singolo "PVC".




PVC racconta dei sacrifici, delle cadute e delle botte prese per portare avanti un sogno. Il PVC è la più resiliente tra le plastiche: nella stessa maniera Silly Sam affronta i problemi e gli ostacoli con il sorriso e la serenità di chi ama ciò che fa, senza spezzarsi.

Il testo si nutre di esperienze del suo vissuto e utilizza la metafora pioggia-tristezza per convincersi che le difficoltà non dureranno in eterno: il sereno torna sempre, anche dopo la peggiore delle tempeste, perché la felicità si può raggiungere solo attraversando sentieri impervi.


La strumentale, affidata a Luca Incerti dei WEL, si rifà alle power ballad pop punk, mescolando la potenza di batterie e chitarre reali alla produzione digitale e ai synth elettronici, che legano il suono rendendolo ancora più suggestivo.



Un brano molto personale, tra cadute, sbagli, dolore, rinascita e sogni.

Quanto è stato difficile metterti così a nudo raccontando le tue esperienze e quanto, invece, è stato terapeutico?


Credo che mettersi a nudo sia una delle prerogative dell’arte.

Spogliarmi è stato particolarmente facile sapendo che raccontarmi è una cosa che faccio attraverso la musica da tempo.

Non ho nulla da nascondere, la musica mi aiuta a tirare fuori gli scheletri dall’armadio e a ballarci assieme quindi direi decisamente terapeutico.


«E tu me lo dicevi sempre che non può piovere in eterno. In fondo, potrebbe andare peggio».

PVC esorta a reagire e ad affrontare gli ostacoli della vita. Si può dire che questa canzone sia il manifesto della tua resilienza?


Toglierei il “mia”. Il percorso di una persona aiuta a definirla. Le cadute, gli sbagli, i rimorsi possono essere dei grandi maestri.

Non era mio intento fare sfoggio delle mie cicatrici quanto più mostrarle fieramente perché non me ne pento.

Forse è anche grazie a queste cicatrici che sono qui in questo momento.

Il concetto di tempo nella canzone è centrale: anche se piove bisogna guardare avanti per riuscire a rivedere il sole. Più che la resilienza è importante imparare dagli errori, non solamente resistere ad essi.


«Col sorriso tatuato come Joker, perché più mi butti giù più divento forte».

Qual è la filosofia dietro alla tua definizione di Happy Punk?


Happy Punk è la luce in fondo al tunnel quando vedi solo ombre.

È vedere un futuro partendo da un presente che va cambiato, con sorrisi al posto dei fucili. Il concetto ruota attorno alla consapevolezza che il mondo non sia perfetto, ma che la volontà di cambiarlo parta dalle cose positive e che lo spirito di cambiamento sia guidato dall’amore e non dall’odio.

Il punk è un movimento di rottura, che cerca il cambiamento e critica il sistema attraverso la provocazione. Secondo me la provocazione è un’ottima arma se è in grado di suscitare la volontà di cambiamento.

“Punk” è il modus operandi, “Happy” è il modus vivendi.


«Io, che ho perso amici per fare questo, che ho persochi amavo per fare questo».

Che valore ha per te fare musica e cosa sei disposto a fare per inseguire il tuo sogno?


Il sogno non è per me che una delle forme delle emozioni.

Non sono a caccia di numeri, né di stream o di palchi giganti: sono in cerca di emozioni. Sarebbe facile dire “sacrificherei tutto per il sogno della musica”, ma in realtà credo che i sacrifici vengano fatti per volontà più che per scopo.

I sacrifici che ho fatto sono sempre stati legati alla forza emotiva che ha per me la musica e non per lo scopo finale che volevo raggiungere.

Ci sono rockstar tristi e barboni felici, per questo cerco di vivere di cose che mi facciano bene e che mi facciano stare bene.

La musica è per me il primo tramite alle emozioni, come una sorta di ampolla che converte le note in emozioni ed è questo ciò in cui credo, nel vivere.


Il tuo background lo ritroviamo nel rap e nelle battle freestyle.

Come ti sei avvicinato alle sonorità pop punk e quanto ha inciso la tua esperienza di scrittura e d’improvvisazione nella stesura e nelle tematiche dei testi?


Il pop punk mi è arrivato addosso come un treno dalla nuova wave.

Correva l’estate 2020 e io lavoravo in ristorante. A fine estate, con i soldi del lavoro, organizzai un viaggio per l’Italia.

Nella mia tappa milanese incontrai un amico che mi fece scoprire Yungblud e io andai fuori di testa. Tornai in Friuli e cominciai a dire a tutti i miei amici che io volevo fare quel genere (di cui non sapevo il nome).

Così attraverso un amico conobbi Charlie, un pioniere del pop punk in Friuli che mi ha guidato all’interno del genere.

Non fingo di essere un OG del genere: non conosco metà delle band che mi vengono proposte e non sopporto il pop punk classico eppure mi è sempre piaciuta come sonorità da mescolare ad altri stimoli.

Il rap dopotutto è un linguaggio, che si presta molto bene alle canzoni e allo storytelling e che mi è stato molto utile nel gestire le sonorità vocali e le assonanze anche all’interno delle strofe.

All’interno del panorama pop punk ho trovato voci incredibili, ma delle strofe spesso carenti di contenuto.

Chiaramente è una questione di gusto, ma date le mie radici rap le strofe sono parti di brano che hanno particolare importanza per il mio gusto.


Nuove uscite, album, live? Cosa ci dobbiamo aspettare da Silly Sam nel prossimo periodo?


No spoiler.

Posso solo dire che stiamo lavorando a grandi progetti, ad aprile

partiremo per il mio primo tour: il “PRIMƏVERƏ TOUR” che ci vedrà coinvolti nelle maggiori città italiane.

Sono davvero emozionato, ci sono davvero tante cose in uscita, tante novità e soprattutto tante occasioni per fare ciò che amiamo




Commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
  • Instagram
  • Spotify
  • Threads
  • mail_Tavola disegno 1_Tavola disegno 1

© 2024 by The New Frontier. Powered and secured by Wix

bottom of page