Perdere il fiato - Intervista a Decrow
- dirtylittlesecret

- 5 dic 2024
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 6 dic 2024
Abbiamo parlato di cicatrici, di Roma, di determinazione e di scrittura con Decrow in occasione dell' uscita del suo album "Polmonite".

Disponibile dal 18 Ottobre, “POLMONITE” nasce dall'esperienza personale dell'artista, che ha vissuto sin dalla nascita a contatto con il virus, e racconta come quelle cicatrici nei polmoni lo abbiano accompagnato fino ad oggi.
Ogni brano è una radiografia di un problema che deve essere superato, che esso sia di natura lavorativa, salutare o affettivo: ciò che conta è la forza di volontà per andare avanti.
Attraverso le dieci canzoni che compongono l'album, Decrow vuole stimolare l’ascoltatore ad affrontare le proprie
difficoltà:
“Questo è un disco per stare male! Serve stare veramente male per stare bene! Non può piovere per sempre, dissero in un film!” (Decrow)
Prodotto da Bedini e yuks, “POLMONITE” è un disco che unisce sonorità rock ed emo ad altre più elettroniche, hyperpop e
techno, mostrando tutti i lati di DECROW.

" Un tempo la gente era convinta che quando qualcuno moriva, un corvo portava la sua anima nella terra dei morti.
A volte però accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l'anima non poteva riposare in pace.
Così a volte, ma solo a volte, il corvo riportava indietro l'anima perché rimettesse tutto a posto. " (Il Corvo, 1994)
"Polmonite" è un album intimo e introspettivo legato alla tua personale esperienza infantile con la polmonite.
Con la scrittura di questo disco si può dire che la tua anima abbia chiuso quella cicatrice e rimesso a posto questo
capitolo della tua vita?
In realtà non c’era più niente da mettere apposto. Ho scritto “Polmonite” in un periodo “felice” della mia vita, metto le
virgolette perché la vita è sempre un alto e bassi, sopratutto se sei uno come me che vedi tutto bianco o nero, ma già
avevo messo apposto molti aspetti negativi della mia coscienza.
Un giorno per alcuni controlli ho rivisto le cicatrice di quella polmonite che ebbi il giorno della mia nascita e mi sono
ricordato che ogni ostacolo che superiamo ci rende noi stessi. Non so se più forti o più deboli, ma noi stessi.
"Bronchi" è il primo brano in cui ci imbattiamo, segno che il disco ha un concept studiato, costruito e preciso partendo
anche dai titoli delle tracce. Rappresenta il brano principale d'amore del disco.
È interessante notare come la prima parola che sentiamo è "Roma", usata come metodo di paragone d'amore.
Quanto c'è della tua città in questo disco?
Tantissimo. Come in tutte le mie canzoni. Roma è una città piena di aspetti negativi, come il traffico, il sovraffollamento,
la criminalità, ma anche piena di posti in cui puoi isolarti dal resto del mondo, condizione vitale per la mia scrittura.
Una volta parlavo con Luca, il mio manager, e gli dicevo che io se vivessi a Milano dove sta lui per esempio non so se
riuscirei a scrivere allo stesso modo.
Forse proprio perché non ci sono posti in cui isolarsi come a Roma.
Vi faccio un esempio: Ad Acilia, periferia dove sono cresciuto, vicino casa dei miei genitori c’è un parco immenso
completamente abbandonato a se stesso, ma con uno spot meraviglioso.
Si trova a 10km dal mare, ma comunque nella parte più alta puoi vederlo nelle giornate più limpide.
In quel posto ho scritto metà delle mie canzoni.
« Non può piovere sempre, poi anche se fosse dai bagniamoci un po' »
Continuando il filone citazionistico, riprendi la nota frase recitata da Brandon Lee, aggiungendo del tuo.
Realisticamente spesso un atteggiamento passivo non è sufficiente: stare ad aspettare che una situazione negativa
si risolvi col passare del tempo non è sempre sinonimo di un comportamento risolutivo.
A volte serve il coraggio e la determinazione di buttarsi sotto al diluvio senza timore di bagnarsi e affrontarlo.
È questa la chiave di lettura?
È esattamente questa.
Sono fermamente convinto che spesso non dobbiamo vergognarci di sporcare le nostre mani.
Bisogna “fare le cose” a volte andando contro a dei dogmi che sono dati per giusti anche da tutta un’era.
Solo affondando le mani nel fango siamo in grado di capire cosa è giusto e cosa è sbagliato secondo noi..
« Prendo un treno con i miei incubi dentro un metrò, se non fossero con me non so come scriverei »
La scrittura è sicuramente un punto caratteristico che contraddistingue i tuoi lavori.
I testi sono molto personali, non hai paura di metterti a nudo mostrando emozioni e fragilità senza filtri.
Come ti approcci a questa fase?
In realtà ho molta paura. Ho sempre paura di esprimere le mie sensazioni e le mie emozioni così come le intendo.
Per questo creo immagini, spesso ragiono i miei testi come scenografie di film.
“Ragnatele di ferro in cui passa la corrente” sono i tralicci dell elettricità. Avrei potuto dire soltanto “tralicci” invece la mia
mente ha pensato ad un immagine che rappresentasse un’altra cosa concreta.
Di grande effetto è anche la parte visiva del progetto, dall'impattante e significativa copertina del disco alla tracklist
tatuata sulla tua pelle.
Ci dici qualcosa di più sul significato che ha la parte comunicativa che affianca questo disco?
Ho voluto ragionare ogni brano come un organo infetto. Ho voluto soffermarmi su ogni brano come se fosse una tappa
del viaggio del mio virus all’interno del mio corpo. Il tutto è stato lavorato egregiamente da Fresh Rucola.
Nel disco troviamo la presenza di synth elettronici e sonorità tendenti all' hyper pop/techno che si amalgamano
con le classiche sonorità emo-punk e grunge.
Quali sono state le ispirazioni a livello musicale per questo progetto?
Sono ispirati da tantissime cose perché ascolto tantissima musica diversa.
Affini al genere ci sono sicuramente i “Bring Me The Horizon”, ma anche i Nirvana, Alice in Chain, c’è Yung Lean, ci sono i
Foo Fighters.
Ci stanno tantissime influenze e credo che “Bedini” la mia metà, insieme a tutti gli altri produttori e musicisti che hanno
lavorato con noi questo disco, siano riusciti a fondere al meglio tutti miei gusti.
Con l'uscita di "Polmonite" hanno preso il via anche i live del "PolmoniTour", veri indicatori per un artista.
Che feedback stai ricevendo da queste prime date? La gente è pronta a perdere il fiato cantando e a farsi
esplodere i polmoni?
Assolutamente sì. Abbiamo aperto il tour a Milano al Gate e il giorno dopo a Roma al Wishlist.
Sono stati due date assurde. Le persone sotto il palco mi hanno veramente donato i loro polmoni.
Abbiamo scambiato sangue e saliva.
Adesso ci aspettano molte altre città e non vedo l’ora di condividere questo mio viaggio con tutta Italia.
Di seguito le date del Polmoni Tour di Decrow, calendario in continuo aggiornamento:
17 ottobre 2024 MILANO - Gate w/ Ego
18 ottobre 2024 ROMA - Wishlist
16 novembre 2024 VICENZA - Vinile Club w/ Ego
23 novembre 2024 FISCIANO (SA) - Periferika Konnection
29 novembre 2024 TORINO - Magazzino sul po' w/ Ego
30 novembre 2024 - TBA
05 dicembre 2024 BOLOGNA - Kindergarten w/Ego
13 dicembre 2024 MONTELUPO FIORENTINO (FI) - 8 Bit Art Lab




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