L’ultimo concerto dei Sum 41 a Bologna in 10 pillole.
Il 16 novembre il Tour of the Setting Sum è approdato all’Unipol Arena di Bologna, penultimo atto italiano per la tournée d’addio della band canadese. Ecco com’è andata.
Arena sold out per uno degli ultimi concerti dei Sum 41, che prima della data di Roma salutano i fan radunatisi in quel di Bologna. Il concerto è impeccabile, come siamo stati abituati a sentire e vedere negli anni: presenza scenica fenomenale, scenografie iconiche e fan più che calorosi. Nulla di nuovo, dunque, ma tutto perfetto.
Un classico report di questo concerto sarebbe banale, quindi ecco alcune considerazioni in ordine sparso:
1. La vita è un pendolo che oscilla tra lo stare in fila ai cancelli con il freddo novembrino dell’hinterland bulgnaiṡ e lo stare in fila a fine show per uscire dal parcheggio del centro commerciale.
2. Quaranta cucuzze per la maglia al merch ufficiale fanno sempre sudare freddo, ma – quando ti ricapita? – che fai, te ne privi?
3.Neck Deep in apertura: belli e bravi come sempre, ma la voce si sentiva poco e onestamente scaletta da rivedere.
Sì, va bene, devono promuovere l’ultimo album e avevano solo dieci pezzi a disposizione, però scelte discutibili. (Ma che goduria Kali Ma).
Bro, l’abbiamo capito, sei grosso e spacchi i culi. (Almeno rimettiti la maglia che non vorrei sentire proprio tutto il tuo sudore, gràzzie).
5. È legale suonare di seguito Walking Disaster e With Me? Sono in combutta con i produttori di fazzoletti?
6. Enorme stima per il portabibite che si è unito volontariamente ai vari poghi con tanto di cassone al seguito.
7. Le cover hanno rotto. Okay regaz, sapete suonare e non volete che la gente vi riduca al solo pop punk, ma sarete ricordati come quelli di In Too Deep anche se fate Master of Puppets.
8. Suonare Summer a novembre non è meno iconico che farlo a giugno.
9. No, nemmeno questa volta hanno fatto Best of Me.
10. Colpo basso di Deryck e soci che al secondo encore infilano una So Long Goodbye strappalacrime. “Goodbye for now” cantano sul palco dell’Unipol, e così ci salutiamo.
(For now, vien da dire malignamente, finché non finiranno i soldi e tra qualche anno ci sarà una gloriosa reunion. Chissà).
Con lo scioglimento dei Sum 41 – rifletteva una volta un vecchio saggio – finisce un’era.
Ma noi dobbiamo andare avanti, elaborare il lutto e goderci quanto di buono hanno fatto per il poppànc: “la catarsi dell’outro”, mi pare la chiamasse. Non sarà un addio al pop punk, ma se ne va una band fondamentale per il genere. Grazie di tutto skumfuks. Goodbye (for now).
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