Siamo stati all’Hiroshima Mon Amour per l’Aurora popolare Tour targato Ministri.
Entrare per la prima volta nell’intimità dell’Hiroshima Mon Amour per una band gigante come i Ministri è una sensazione particolare, quasi un privilegio. Due giorni dopo il concerto in casa giocato all’Alcatraz di Milano – noi si è andati anche lì – il gruppo infila una coppia di date a Torino rigorosamente sold out.
La prima, quella del 6 novembre, vede in apertura I boschi bruciano, un duo che nella scena piemontese è conosciuto e apprezzato. E il loro alternative rock è particolarmente gradito al pubblico dell’Hiroshima, che dimostra coinvolgimento per i cuori ribelli cuneesi.
A questo punto va sottolineato un dettaglio: i Ministri hanno scelto personalmente le aperture della tournée, non mancando di spingere gli artisti anche sui social. E sul finire della serata Divi dice una cosa bellissima: non sono opener, ma compagni di palco. Non è retorica, e chi conosce i Ministri lo sa bene.
Lo show della band meneghina ha molto a cuore l’ultimo album Aurora popolare, uscito per Woodworma settembre.
Ben sette i pezzi tratti dal disco, che i presenti dimostrano di aver studiato e con piacere: Avvicinarsi alle casse (che apre il concerto: un invito più che esplicito), Aurora popolare, Poveri noi, Buuum, Piangere al lavoro, Squali nella bibbia, Spaventi. Ottimi in cuffia, i nuovi brani si dimostrano all’altezza della situazione anche dal vivo.
Tra momenti spinti – molti – e altri più intimi emerge il repertorio classico della band (La nostra buona stella, Gli alberi, Sabotaggi). Un’urgenza sociale che a distanza di anni non si è affievolita, anzi: oggi più che mai tanto vale provarci comunque, perché quelli che sembravano tempi bui pare siano tornati.
La scaletta del tour ogni tanto, un poco, cambia. E quando Divi si siede in mezzo al pubblico non è per intonare Il bel canto come nelle precedenti date, ma concede un’emozionante versione acustica di Vestirsi male. Da brividi. Un attimo di pausa prima dell’encore micidiale: Diritto al tetto (pogo), Una palude (lacrime), Bevo, Spingere, Abituarsi alla fine (pogo pogo pogo).
I Ministri sanno come si fa buona musica e Torino sa come accoglierla. Nella notte sabauda il trio ha fatto sorgere l’aurora popolare. Che speriamo non tramonti mai.
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