Lillians - I Wish I Lived This Life review
- Simone De Lorenzi
- 7 lug 2024
- Tempo di lettura: 1 min
Dalla Romagna i Lillians giungono al loro primo disco, dal titolo I Wish I Lived This Life, dando fondo a sonorità che rendono omaggio agli anni Novanta senza dimenticarsi di essere nel 2024.

Le coordinate del trio, nato solo lo scorso anno, sono immediatamente individuabili in quel crappy punk rock di blinkiana memoria (e derivati: non per niente il nome è preso da Lillian dei +44), con particolare attenzione, da parte del cantato, verso certe sfumature delongiane di questo.
Le dieci tracce che compongono l’album, però, confermano di non voler emulare la formula generica del pop punk anni 2000, nel tentativo di assicurarsi un successo tanto prevedibile quanto di cartone presso noialtri skater boys e girls mai veramente cresciuti e pronti ad essere imboccati a pane e Warped Tour.
Al contrario, in esso ci sono ricerca e attenzione ai particolari verso ogni singolo pezzo: I Wish I Lived This Life è costruito con la cura propria degli artigiani e accudito con la passione dei fan in transenna.
Il disco si fa ascoltare dall’inizio alla fine con coerenza e, cosa più importante, senza scadere nella ripetitività.
Le varie proposte a cui danno spazio i Lillians sono intrise di una spensieratezza che non degrada in cazzeggio e di momenti riflessivi che non diventano cupi: sono insomma composte con una sorprendente maturità che non vuole sacrificare la carica e la fotta.
Con I Wish I Lived This Life i Lillians inaugurano il catalogo di Tropical London, nuova sottoetichetta di Wild Honey Records con base a Bergamo, dall’etica squisitamente DIY e un amore per il punk rock invidiabile.




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