Animamigrante - La canzone della B
- dirtylittlesecret

- 16 mag
- Tempo di lettura: 2 min
La storia della cavalla Bonita in un viaggio tra Bandabardò, punk, reggae, ska e folk.

Uscita il 24 Aprile, "La canzone della B" è il secondo singolo del progetto “animamigrante” di Caterina Cameron Rea che anticipa l’ep “Vivere Ieri”
È un puro tributo alla Bandabardò e parla attraverso le loro citazioni della storia di Bonita, una cavalla Spagnola portata in Italia dopo una serie di maltrattamenti e del legame che l’autrice ha instaurato dal lavoro di riaddestramento fatto insieme che tra le altre cose prevedeva la musica della Bandabardò e le passeggiate nel verde tutto intorno.
Il brano è intitolato “La canzone della B” proprio per questi due elementi centrali, il nome della cavalla, Bonita e un omaggio alla Bandabardò, essendo la cavalla arrivata in italia poche settimane dopo la morte di Erriquez (Enrico Greppi, voce e chitarra de la Bandabardò)
Musicalmente è un brano che spazia da un attacco strumentale che strizza gli occhi al punk per poi evolvere in sfumature reggae, tratti ska e folk con una batteria sostenuta mentre chitarre, bassi e fiati si appoggiano in maniera più o meno delicata fino all’esplosione finale del brano.
Crediti:
Prodotto e registrato da: Andreas Macrì e Emanuele Ippopotami
Mix e master a cura di: Andrea Simoncelli.
Voce: Caterina Cameron Rea
Chitarra: Emanuele Ippopotami
Basso: Andreas Macrì
Batteria: Andrea Boiani
Tromba e Sax: Ettore Pernigotti
Foto di: Caterina Cameron Rea
Biografia
animamigrante, nata a nella provincia Lucchese vent’anni fa ed emigrata da poco nella capitale, vive nella musica fin da sempre, cresciuta dalla musica di gruppi come Bandabardò, Mau Mau, 99 Posse e altri.
Comincia il suo percorso con 10 anni di studi di violino classico, per poi scoprire un’amore incondizionato per il metal che si evolve in una passione per il progressive rock e metal, senza abbandonare le radici folk rock e reggae/dub/posse che la accompagnano da sempre.
Inizia da autodidatta a studiare diversi strumenti e dal 2020 iniziano le prime vere composizioni.
Dall’album “Animamigrante” degli Almamegretta nasce il nome del progetto che cerca costantemente di esprimere il suo stato d’animo attraverso le influenze di artisti estremamente diversi come Opeth, Baustelle, Verdena, 24 Grana, Kings of Convenience, Tribalistas e molti altri.
Il progetto ha visto diversi live in acustico ed elettrico, con la formazione che viene completata con Emanuele Ippopotami (chitarra), Andrea Boiani (batteria), Federico Minù (basso) ed Emilio Martis (tastiere)




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