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Lovvbömbing! - Piss! Peas! Peace!

Il disco d'esordio dei cesenati: un'esplosione sonora viscerale a ritmo di psychedelic-punk e garage.



Piss! Peas! Peace!” è il disco d'esordio dei Lovvbömbing!, disponibile dal 30 gennaio e pubblicato da Vina Records.


Feedback, fuzz, ritmi forsennati e influenze che vanno dall’art punk allo psych al garage per dieci tracce irriverenti registrate rigorosamente in presa diretta che mostrano un songwriting figlio della jam session e testi che spesso sfociano in un flusso di coscienza.

“Piss! Peas! Peace!” è un progetto musicale che si focalizza sul sound e l’energia delle composizioni piuttosto che sulla precisione innaturale delle produzioni di oggi.

Un album crudo e sognante, sempre a volume alto e intriso di amore, che affonda le radici nel garage punk per spingersi verso territori psych, dance-punk, noise e hardcore, mantenendo una forte identità ironica e provocatoria.



" Don't trust your eyes"






Track by track


  1. ESQUISITO RIVER apre le danze di “PISS! PEAS! PEACE!” all’insegna, guarda caso, del dance- punk: tamburi fragorosi e compressi, chitarre saltellanti dall’impronta funky si riversano poi in un intermezzo desert rock, mentre la voce narra di amori interminabili e rimorsi vari, nella ricerca della pace interiore.


  1. WHYTE RABBYT si libra tra stoner, polka e psichedelia sognante con goliardica precisione, su una serie di slogan motivazionali e tormentoni che precedono la triste consapevolezza della totale evanescenza.


  1. JAMES POND parte agitata e, nel suo incontrastato mutare, si mantiene tale fino al termine. I temi sono arte e capitale, Freud e Burroughs, un cut-up psicolabile che trova riscontro anche nell’incessante mix di generi ed influenze che regala il brano a struttura più piramidale del disco.


  1. SYDNEY WEENIE è un intermezzo ai limiti del noise punk improvvisato in studio.


  1. FAJITAS (Poliz Navidad) ti porta in un viaggio selvaggio che inizia con umorismo irriverente e sfocia in un turbine psichedelico, esplorando i pensieri distorti di un poliziotto e il suo impulso alla violenza. Un pezzo veloce, caotico e ironico, che fonde garage e psych rock con attitudine punk.


  1. DOODLEY DOO è un’ode alla stranezza che offre ancora garage e ci aggiunge riff hard rock, condendo il tutto con liriche nonsense che sublimano in uno sbilenco funky poliritmico e balordo. In palio c’è la riappropriazione del proprio io, in tutte le sue idiosincrasie.


  1. FURY, in Fa#, promuove l’amore libero, entrando però spesso nella testa confusa dell’uomo risentito. Il brano più cupo del lotto, stavolta sul piatto c’è quasi odore di metal - sicuramente il sentimento che traspare gli è molto vicino.


  1. PRESIDENT ALIEN è un concentrato di garage punk e psichedelia che riflette ironicamente sui capi di stato e sul mondo che governano. Un brano secco ma sempre sorprendente, che non fa mancare alla sua satira alcuni effetti sonori extraterrestri.


  1. MAJESTIC SILVER SEAS è una strumentale psichedelica e spaziale perseguitata da voci fantasmatiche, tante possibilità e poche certezze.


  1. TELEJUNKIES è l’atto di rivolta finale verso il nichilista nullafacente, una promessa di vendetta e di rivalsa contro il pigro conformismo; non è un caso che si sfoci quasi nell’hardcore e che nemmeno il bridge emo/post-rock porti conforto all’ascoltatore.

    Una chiusura furiosa e violenta, un’apocalittica sfida a ricominciare subito l’ascolto di “PISS! PEAS! PEACE!”



L’album è stato anticipato da tre singoli che compongono, insieme ai rispettivi videoclip, la mini trilogia “The Big Alien Come Up” dando vita ad una narrazione to be continued pensata e realizzata da tutti i membri della band.


Nel primo capitolo “Fajitas (Poliz Navidad)”, uscito il 24 ottobre in anteprima su RUMORE, si racconta di un giovane alieno, ignorato e vessato da tutti, costretto a fuggire da un poliziotto perché in possesso di sostanze illecite; finché la situazione non si rivolta contro l’agente stesso e i due finiscono per scambiarsi i ruoli.





Il videoclip di “Whyte Rabbyt” , secondo capitolo uscito il 12 dicembre in anteprima per ONDA ROCK, riprende la narrazione e vede l' alieno, ex poliziotto, nelle vesti di predicatore nell' atto di smuovere con le proprie parole la sua agguerrita folla. Balla, si dimena, finché non si ritrova al centro del girotondo della massa.





La trilogia si chiude con “President Alien”, in anteprima su ROCKON dal 9 gennaio, in cui il nostro alieno compie l’ultima e definitiva trasformazione sociale.

Il videoclip segue l' alieno, oramai presidente, girare liberamente in un mondo vuoto, finalmente vincitore. Pratica sport, beve, fuma - ha tutto il tempo di fare ciò che gli piace.





I videoclip sono pensati, scritti e diretti da Francesco Brandolini con l’aiuto di Federico Canducci, Francesco Lucchi e Lorenzo Ricci. Montaggio: Francesco Brandolini



Crediti:

Registrato presso: Farmhouse Recording Studio of Andrea Felli - Rimini (RN)

Mix e Master: Lorenzo Ricci

Graphic Designer: Francesco Lucchi

Formazione: Francesco Brandolini, Federico Canducci, Francesco Lucchi, Lorenzo Ricci



Biografia


Lovvbömbing! Art punk psichedelico con radici garage.

Suoni sporchi, chitarre sature di fuzz, delay storti e ritmi serrati.

Un po’ crudo, un po’ sognante, sempre a volume alto e con tanto amore.

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