Joy Giver - Shades of Blue
Album d’esordio per la band di Verona, ostinato baluardo del generic pop punk italiano.

In anni in cui ancora si fa sentire l’onda lunga del “secondo revival” pop punk – quello di MGK e dell’emo trap –, nel loro album d’esordio Shades of Blue i Joy Giver vanno controcorrente, e si ostinano a fare pop punk alla vecchia maniera: cantato in inglese, sound che repelle produzioni iperpatinate, zero contaminazioni e assolutamente nessuna intenzione di apparire “moderno”.
Incuranti di mode e tendenze commerciali, i regaz di Verona dal 2024 preferiscono abitare un ormai tristemente deserto quanto confortevole generic pop punk: se è scontato fare i nomi di Neck Deep e State Champs, si veda alle voci Seaway, Between You & Me, Like Pacific. Dopo l’EP self-titled uscito proprio nel ’24, il quintetto approda dunque ora al suo debutto: un totale di sette tracce, che si traducono in soli tre inediti non dati in pasto in precedenza alle piattaforme.
Ma generic pop punk non significa che siano canzoni tutte uguali: se la formula di Mess You Made e Shades of Blue prevede riff catchy, batterie pestate, schitarrate a go go, molti passaggi melodici, all’interno della tracklist gli ingredienti vengono mescolati in maniera diversa, con soluzioni più aggressive (Back to You), altre debitrici dell’emo (Clarity). Plastic Fake, in particolare, pare un pezzo dei Carousel Kings senza la parte easycore.
(A impreziosire il tutto – va sottolineato – la saltuaria alternanza di voci tra i due cantanti, che conferiscono sensibilità diverse a ciascun brano, a livello emotivo e in termini di energia).
Verso la fine dell’album interviene l’imprescindibile ballad acustica, Blame. Un brano d’amore, immancabilmente, che potrebbe essere la loro A Part of Me: The pain you put me through, I’d never put you through the same per me è già diventata una line iconica. Mentre stiamo ancora raccogliendo i pezzi di noi stessi, pronti a metterli da parte e rientrare nel pit per un ultimo assalto hardcore, ci spiazza una chitarra acustica. È così che parte Outgrown, assalendoci alla gola con un principio di malinconico magone per poi spezzarci le gambe tornando a pieno regime, con influenze alt rock 2000’s non meno nostalgiche: parte Iris dei Goo Goo Dolls per finire Best of Me dei Sum 41.
Fare copincolla di ritmi già sentiti e soluzioni collaudate è spesso comodo: vedi gli australiani Offset Vision, usciti a inizio mese con l’ottimo EP You’Re Not What I Need (Ninth Life Records), un fin troppo palese richiamo ai The Story So Far. I Joy Giver, però, non si limitano a un amarcord dei bei tempi che furono, ma abbracciano le diverse sfumature del pop punk per costruirci sopra un loro sound personale.
Shades of Blue potrebbe essere un disco in ritardo di dieci anni rispetto al suo tempo – fosse uscito nel 2016 avrebbe avuto un posto d’onore nel subreddit r/poppunkers –, ma dimostra di non voler stare in nessun’altra timeline che quella attuale. Defend pop punk, recitava un motto che girava nella scena ai tempi di Tumblr, e che ancora oggi suona attuale: i Joy Giver lo stanno difendendo a meraviglia.
di Simone De Lorenzi
Biografia
Nata dall'amicizia e dalla passione comune per il pop punk nell'autunno del 2022, Joy Giver è una band italiana di tre elementi che propone un sound energico e orecchiabile, influenzata da band come The Story So Far, No Pressure e Knuckle Puck. I testi, sinceri e diretti, raccontano storie di vita quotidiana e relazioni sentimentali complicate.
Nel corso del 2023 la band ha composto il suo primo EP, registrato DIY ad eccezione della batteria, dove le riprese sono state effettuate presso il Crazy Studio di Verona. Mixaggio e mastering sono stati curati da Enrico Jenny presso il Bubble Studios. I singoli “Don't Belong”, “Give Joy” e “Still The Same” rilasciati tra marzo e maggio 2024 su Spotify e principali piattaforme hanno anticipato l’omonimo Ep "Joy Giver" uscito il 5 giugno, composto da 6 tracce. La band inizia la promozione dell'EP attraverso live show a partire dall'autunno 2024.
Dopo le uscite nel corso del 2025 dei singoli "Blame", "Mess You Made", "Plastic Fake" e "Shades of Blu", a settembre 2026 pubblicano il primo album "Shades of Blue".



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